|
E’ lo sguardo che ti avvolge. Questo è il titolo dell’ultima mostra di Angelo Madella, organizzata presso Palazzo Bonvicini dal Circolo Fotografico Massese in occasione della festa di San Paolo a Massa Lombarda e presentata il 28 gennaio scorso dal Prof. Giovanni Chiaramonte che, con una conferenza dai toni amicali ed entusiastici, ha introdotto il sapiente ciclo di fotografie dedicato alla Scozia. Quando uno sguardo può avvolgere? Lo sguardo consiste in un atto consapevole che muove le nostre più umane pulsioni. Ne sono naturali conseguenze i desideri, le idee, le intenzioni e le passioni. Senza sguardo non esisterebbe alcuna azione. Uno sguardo avvolge perché coinvolge emotivamente, così come una fotografia può arrivare a cogliere l’anima delle cose. Il ruolo della fotografia non si limita a ritrarre la realtà, va oltre, ne coglie i segni. E’ un ruolo attivo, cattura i messaggi nascosti in ciò che ci circonda. Il compito della fotografia è quello di trasformare il mondo in Patria (usando una espressione del prof. Chiaramonte) avvicinando ciò che è lontano e rendendo tutti più sensibili ad un mondo di cui siamo parte e di cui dovremmo sentirci responsabili. Qui le immagini, così semplicemente eleganti, prendono parola. Acquistano una forza dirompente e dicono più di quello che vorrebbero lasciare intendere. Non sono immagini mute, inanimate, fine a se stesse. Le prospettive assumono una dimensione ampia. I paesaggi ritratti sono dilatati e prorompenti come prospettive scenografiche. Come a suggerire che viviamo quotidianamente su un palcoscenico, come ha fatto Angelo per anni. Lo sguardo non può concentrarsi su un punto focale, ma è costretto a percorrere più direzioni per non lasciarsi sfuggire alcun dettaglio. Cade su distese d’erba incontaminate, si concentra su alberi e rocce che il bianco e nero descrive con pregna essenzialità. Le luci e le ombre forgiano con maestria i volumi suggeriti dalle immagini. In questo contesto il silenzio domina la scena e contribuisce involontariamente ad evocare con insistenza i rumori della vita nascosta in quelle fotografie. Se si fa attenzione, è possibile ascoltare lo sciabordio dei ruscelli, il fruscio delle foglie lambite dal vento, il frinire delle cicale. E’ la natura la protagonista indiscussa di questi sguardi, così immensi da avvolgere lo spettatore sino a toccarne l’anima. 
Di Laura Bianchera (La Piazza di Marmirolo)
|