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Il silenzio del deserto PDF Stampa E-mail

Il pubblico giunto a Marengo, dove ha sede il C.F. “La Ghiacciaia”, per assistere alla diaproiezione di Gian Paolo De Nicolò sicuramente non ne è uscito deluso. Dopo solo qualche minuto di introduzione, era già coinvolto dalla calda e seducente atmosfera, evocata durante il resoconto di un viaggio algerino. Le misurate parole introduttive hanno velocemente lasciato il posto ad immagini e suoni che, prendendo il sopravvento, hanno raccontato di paesaggi esotici. Gian Paolo è un istruttore di scialpinismo del Club Alpino Italiano di Mantova e Bozzolo. Ama la montagna, ama arrivare in cima.

Il cammino che lo ha condotto in Algeria ha inizio con la lettura di un libro “L’appel du Hoggar” (il richiamo dell’Hoggar) in cui Roger Frison-Roche descrive con passione le immense distese desertiche che si dispiegarono attorno a lui quando nel 1935 scalò per primo la Montagna degli Spiriti (Garet el Genum). Muovendosi analogamente, Gian Paolo parte alla volta del Sud Est algerino. Vuole percorrere le distanze che separano il massiccio montuoso dell’Hoggar dall’altopiano del Tassili n’Ajjer. Vuole toccare con le proprie mani un mondo che sembra così lontano, vuole conoscerlo, vuole conoscersi, vuole ritrovarsi fra le pagine di un libro letto. Così, con una esigua compagnia di persone guidata da tuareg, tiene nota di tutto ciò che vive, per immagini...

Ecco allora il silenzio del deserto, lo sguardo immenso e desolato che si libera sui volti dei tuareg. Ecco una luna dalle dimensioni inaspettate che sovrasta le mute distese di sabbia, l’alba dai colori tersi. Ecco che la storia recente s’intreccia con quella remota. Le pietre dell’eremo di Padre Foucauld, assassinato perché difensore della causa tuareg, sembrano poco cosa se confrontate con la bellezza dei graffiti dei siti archeologici di Sefar e Tamrit e Jabarren. Ecco un grande cacciatore che insegue la preda su di una parete dipinta migliaia di anni fa quando il deserto non era deserto, quando non esistevano né città né oasi.

Ecco come il silenzio del deserto ha rivelato così per pochi attimi il segreto della sua identità.

 
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